Repertorio

Il nostro repertorio – un work in progress continuo – si muove tra classici del gospel moderno e tradizionale e brani del panorama pop, rivisitati in chiave corale.
La ricerca a tutto campo di brani musicali – spesso orientata verso testi che trasmettono messaggi di cui vogliamo essere portatrici – è un’attività costante e contribuisce ad arricchire e variegare di volta in volta le scalette dei nostri concerti.
Quando il luogo dove ci esibiamo lo consente, ci avvaliamo della proiezione di video da noi realizzati, che aiutano ad amplificare il messaggio di alcuni tra i pezzi eseguiti.

GOSPEL MODERNO

Order my steps
(Glenn Edward Burleigh)
Pubblicato nel 1991, è uno dei più grandi successi dell’autore. Il testo biblico a cui il brano esplicitamente si ispira è “Rendi saldi i miei passi secondo la tua parola”.

Awesome God
(Michael W. Smith)
Michael W. Smith è uno degli autori più prolifici del gospel moderno: “Awesome God” è uno dei suoi brani più famosi.

Shine your light
(Jan Groth, Tore W. Aas)
Bellissimo brano del gospel moderno. La versione di riferimento è quella, bellissima, degli Oslo Gospel Choir.

Total praise
(Richard Smallwood)
Un classico moderno, interamente corale.

GOSPEL TRADIZIONALE

The Lord’s Prayer
(Traditional)
Un brano molto intenso, il cui testo è tratto dall’Anglican Book of Common Prayer del 1662.

Jerico
(Traditional)
Brano del gospel tradizionale, non ha parti soliste; l’arrangiamento interamente per coro valorizza le tre voci soprane, contralte alte e contralte basse.

Amen
(Traditional)
Classico del gospel tradizionale.

Oh happy day
(Traditional)
Famosissimo brano gospel, sviluppato a partire da un inno del XVIII secolo. Il testo celebra il “giorno felice” in cui Gesù lavò i peccati e insegnò a guardare, lottare e pregare ed a essere felici ogni giorno.

Gloria in excelsis Deo / Hark the herald
(Traditional)
Un classico del repertorio natalizio.

Oh holy night
(Traditional)
Canto natalizio composto nel 1847. Nel corso del tempo ha avuto numerose versioni.

Amazing Grace
(Traditional)
L’autore è John Newton, ex capitano di navi negriere, e può considerarsi un inno di ringraziamento a Dio per la sua conversione. Il brano è stato interpretato da moltissimi musicisti, tra cui Diana Ross, Aretha Franklin, Joan Baez,  Elvis Presley, U2.

Jesus oh what a wonderful child
(Margaret Allison)
Una canzone standard natalizia, scritta nei primi Anni ‘50 dalla cantante afroamericana Margaret Allison delle Angelic Gospel Singers. Nel 1994 Mariah Carey ne porta al successo una nuova versione.

POP/ROCK

Seasons of love
(Johnatan Larson)
Tratta dal film Rent, la canzone rappresenta un inno alla vita, con la celebrazione dell’amicizia e del tempo, che deve avere come unità di misura l’amore.

Border song
(Elton John)
Oh Mosè, lasciateci vivere in pace
Sforziamoci di trovare un modo
Per far cessare tutto l’odio
C’è un uomo laggiù
Di che colore sia non m’importa
È mio fratello lasciateci vivere in pace

Man in the mirror
(Siedah Garrett)
Nella canzone resa celebre da Michael Jackson, l’io narrante (o meglio, cantante!) si propone di mettere in atto in prima persona il cambiamento che ciascuno vorrebbe vedere realizzato nel mondo.

21 guns
(Green Day – Vers. American Idiot)
Ventuno colpi di fucile indicano la fine della battaglia. Partendo da un conflitto quotidiano, la canzone dei Green Day è diventata un inno contro tutte le guerre.

Movin’ on up
(Ja’net Dubois e Jeff Barry)
Sigla di uno dei telefilm più amati degli anni ‘70: I Jefferson.
Ci stiamo trasferendo nell’East Side
In un appartamento di lusso nel cielo.
Finalmente abbiamo la nostra fetta di torta

I know where I’ve been
(Marc Shaiman, Scott Wittman)
There’s a road we’ve been travellin’
Lost so many on the way
But the riches will be plenty
With the price, the price we had to pay
There’s a dream in the future
There’s a struggle that we have yet to win
And there’s pride in my heart
‘cause I know where I’m going, yes I do
And I know where I’ve been.
Nel film Hairspray, ambientato negli Anni ‘60, questa bellissima canzone fa da colonna sonora ad una manifestazione degli afroamericani in lotta per i propri diritti.

I ain’t afraid
(Holly Near – Vers. The Klezmatics)
Io non ho paura del tuo Yahweh
Io non ho paura del tuo Allah
Io non ho paura del tuo Gesù
Ho paura di quello che fai
Nel nome del tuo dio.

Hallelujah
(Leonard Cohen – Vers. Jeff Buckley)
Straordinaria canzone scritta e interpretata dal cantautore canadese Leonard Cohen nel 1984. Da allora sono state incise oltre 180 reinterpretazioni del brano, e molti sono gli artisti che hanno eseguito il brano dal vivo nel corso dei loro concerti.

I will follow him
(Franck Pourcel, Paul Mauriat)
La canzone è una traduzione dall’originale francese Chariot, interpretato da Petula Clark. Nel 1992 torna al successo, inserito nella colonna sonora del film Sister Act.

War is over Happy Xmas
(John Lennon e Yoko Ono)
Tratta da un vecchio brano folk, il pezzo musicale è diventato brano di protesta contro la guerra in Vietnam e successivamente uno dei più noti classici natalizi.

I will survive
(Freddie Perren, Dino Fekaris)
Interpretata e resa nota da Gloria Gaynor nel 1978, la canzone divenne presto un successo mondiale.
Il testo narra la storia di una donna che trova la sua vera forza interiore dopo aver finalmente chiuso definitivamente con un “ex” abusante. Il brano negli anni è diventato un simbolo di empowerment e di riscossa delle donne, nonché un inno molto amato dalla comunità LGBTI.

Sisters are doin’ it for themeselves
(Annie Lennox, Dave Stewart)
Nel 1985 Annie Lennox, Aretha Franklin e The Charles Williams Gospel Choir registrarono questa canzone, considerata un moderno inno femminista.
You don’t own me
(John Madara, David White)
Questa canzone cantanta nel 1963 da Lesley Gore, può essere considerata una delle tante opere artistiche che hanno contribuito alla nascita del movimento di liberazione della donna, che decollò un decennio più tardi. è uno dei primi testi in cui una donna rivendica la sua indipendenza nel rapporto di coppia.
Goldie Hawn, Diane Keaton, e Bette Midler ne interpretarono insieme una memorabile versione nel film Il Club delle prime mogli (1996).

 

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