- Dal 2012, un coro di donne lesbiche, eterosessuali e bisessuali che canta nei contesti più diversi, dalle periferie ai teatri, per i diritti civili, per l’eliminazione della violenza contro le donne e contro il razzismo e ogni tipo di discriminazione nei confronti delle minoranze, con una particolare attenzione per i diritti delle persone LGBTQIA+.
Il nostro medley, realizzato appositamente per Cromatica 2025, celebra l’empowerment femminile e si intitola “Libera!”. A intrecciarsi sono i recenti successi di Loredana Bertè e Fiorella Mannoia, due fuoriclasse della musica italiana che si sono più volte schierate con la comunità queer e contro il patriarcato, e di Giulia Mei, giovane cantautrice siciliana che ha scritto un inno capace di riunirci sotto un’unica bandiera: quella della libertà.
Perché la libertà delle donne è la libertà di tuttɜ.
Photo by Giovanni “Gianfranco” Candida
Il canto è l’espressione musicale più spontanea e naturale e il coro è la forma più immediata del fare musica insieme. In un coro ogni persona è sempre concentrata sulla relazione della propria voce con le altre. L’ascolto dell’altro è quindi alla base del canto corale e in generale del fare musica insieme. Imparare a cantare insieme significa imparare ad ascoltarsi l’un l’altro. Il coro quindi, come l’orchestra, è l’espressione più valida di ciò che sta alla base della società: la conoscenza e il rispetto del prossimo, attraverso l’ascolto reciproco e la generosità nel mettere le proprie risorse migliori a servizio degli altri.
Claudio Abbado
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